
July 30, 2026

Il riassunto in 30 secondi
Il confronto fineco vs degiro 2026 si riduce a una domanda: preferisci semplicità fiscale o costi più contenuti su portafogli grandi? Fineco, come banca italiana con sostituto d'imposta, calcola e versa automaticamente le tasse su plusvalenze e dividendi, quindi non devi occuparti della dichiarazione dei redditi da investimenti. In cambio paghi commissioni proporzionali al controvalore e un canone se scegli il PAC automatico Replay. DEGIRO invece adotta il regime dichiarativo: sei tu a dover inserire i guadagni nel modello Redditi, ma i costi per operazione restano competitivi, soprattutto sugli ETF della Core Selection.
Chi vuole un PAC automatico e zero pensieri fiscali guarda a Fineco. Chi è disposto a gestire la dichiarazione pur di avere accesso a migliaia di titoli su decine di mercati con struttura di costo trasparente considera DEGIRO. Nessuna delle due scelte è sbagliata: dipende da quanto tempo vuoi dedicare alla gestione pratica del tuo investimento.
Prima di aprire un conto, però, conviene capire davvero come funzionano ETF, PAC e tassazione. Finanz è un'app italiana che ti insegna a investire da zero - in 5 minuti al giorno, senza gergo, senza venderti nulla. Impari cosa sono gli ETF, come funziona un PAC, perché la tassazione cambia in base al broker. Non investi su Finanz: capisci come funziona investire, così quando apri un conto sai già cosa stai facendo.
Dipende da quanto investi. DEGIRO ha circa 200 ETF a zero commissioni (Core Selection) più uno a un euro fisso più un euro di costo di collegamento per gli altri. Fineco applica lo 0,19% del controvalore, con un minimo di 2,95 euro e un massimo di 19 euro. Su cifre piccole spesso vince DEGIRO, su ordini grandi Fineco può risultare più conveniente in proporzione. Conviene sempre fare due conti prima.
Qui la differenza è netta. Fineco sì: è una banca italiana e applica il regime amministrato, quindi calcola e versa lei le tasse su plusvalenze e dividendi. Con DEGIRO invece il regime è dichiarativo: le tasse te le calcoli e le dichiari tu nel 730 o Redditi PF, perché DEGIRO non fa da sostituto d'imposta in Italia. Meno comodo, ma non impossibile.
Fineco sì, con FinecoBank Replay: un PAC automatico su ETF ed ETC con un canone fisso mensile al posto delle commissioni per singola rata. DEGIRO invece non ha un PAC automatico vero e proprio: puoi solo impostare ordini manuali ricorrenti tramite bonifico. Se vuoi il pilota automatico, Fineco è la scelta più comoda.
Fineco sì: è una banca italiana con sede a Milano, quindi il tuo IBAN è italiano al 100%. DEGIRO invece ha IBAN tedesco, perché fa capo a flatexDEGIRO Bank AG con sede in Germania. Non è un problema per bonifici e operatività, ma non aspettarti un IBAN che inizia con IT.
Le tutele ci sono in entrambi i casi, ma cambiano paese. Fineco è coperta dal FITD italiano fino a 100.000 euro per depositante, più il Fondo Nazionale di Garanzia per i titoli. DEGIRO invece rientra nel sistema tedesco: EdB fino a 100.000 euro più il Sistema di Garanzia degli Investitori tedesco fino a 20.000 euro. Regolatori diversi: Banca d'Italia e CONSOB per Fineco, BaFin per DEGIRO.
Nessuno dei due. Sia DEGIRO che Fineco non permettono l'acquisto diretto di criptovalute sulla piattaforma. Se il tuo obiettivo principale è comprare crypto, dovrai guardare altrove: qui parliamo di due broker pensati soprattutto per azioni, ETF e fondi tradizionali.
